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Autismo

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Uno studio americano conferma: le donne che, in gravidanza, si ammalano di influenza oppure effettuano il vaccino antinfluenzale non hanno maggiori rischi che loro figlio sia affetto da un disturbo dello spettro autistico. Infatti, ammalarsi di influenza in gravidanza può comportare alcuni rischi per mamma e bebè, ma non quello che il bambino, una volta nato, sviluppi l'autismo. Lo stesso vale per la vaccinazione antinfluenzale fatta durante l'attesa.


Questi risultati sono stati pubblicati sulla rivista medica Jama Pediatrics, confermando ancora una volta la sicurezza dei vaccini. Lo studio è stato condotto da alcuni ricercatori della Kaiser Permanente in nord California e ha preso in considerazione quasi 197 mila bambini nati tra il 2000 e il 2010 tra San Francisco e Sacramento. Tutti i neonati erano nati da gravidanze singole, a termine o prematuri (a partire dalle 24 settimane di gravidanza), e per i quali erano disponibili i dati di salute per almeno due anni successivi alla nascita e i dati relativi alle caratteristiche sociali, economiche, culturali e sanitarie della mamma durante i nove mesi di attesa.

Tra tutte le mamme prese in considerazione, oltre 45 mila avevano fatto il vaccino antinfluenzale in qualche momento della gravidanza e 1400 si erano invece ammalate. Tra i bambini, 3101 avevano ricevuto una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Incrociando tutti i dati a disposizione, i ricercatori hanno constatato che le donne che si erano ammalate di influenza o avevano fatto il vaccino non correvano più rischi delle altre - che non si erano né ammalate né vaccinate - di avere un figlio affetto da autismo.

Lo studio ha poi confermato fattori di rischio già noti per la comparsa di un disturbo dello spettro autistico: sesso maschile del bambino, nascita prematura (prima di 37 settimane), età avanzata della mamma, presenza di asma, malattie autoimmuni o ipertensione nella mamma prima della gravidanza, diabete gestazionale. Completamente assolti, invece, sia l'influenza sia il vaccino contro questa malattia.

Il Dr. Pierluigi Lopalco, professore di igiene all'Università di Pisa, coordinatore delle strategie vaccinali per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, commenta: “Lo studio ha alcuni limiti, principalmente legati al fatto che è di tipo retrospettivo, cioè realizzato guardando all'indietro su una popolazione che non era stata selezionata a priori. Detto questo, è comunque ben fatto e porta a risultati decisamente rassicuranti. Nella comunità scientifica non ci sono dubbi sulla sicurezza dei vaccini rispetto al rischio di autismo. Se si continuano a fare indagini di questo tipo non è perché ci sono ancora zone d'ombra, ma perché, di fronte alle pressioni dei movimenti antivaccinisti, si vogliono comunque lanciare messaggi rassicuranti. Ricordiamo però che queste iniziative non sono a costo zero: investire fondi per indagare eventuali associazioni tra vaccini e autismo significa distoglierli da altre ricerche più utili".

Dunque, Lopalco ribadisce l'invito delle autorità sanitarie alle donne in gravidanza: sì al vaccino contro l'influenza, nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. Questo perché a fronte di rischi del tutto ipotetici - e non dimostrati - di effetti negativi del vaccino sullo sviluppo del bambino, ci sono i rischi certi che può comportare il non farlo: polmonite, altre infezioni e disidratazione per la mamma e parto pretermine, ritardo della crescita e addirittura morte in utero per il feto.


Fonte: nostrofiglio.it

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Categories: Malattie
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